Ugo Giannelli, CEO Ocem, racconta l’anno che si è appena chiuso e delinea le prospettive di sviluppo di OCEM. Lo fa in una chiacchierata approfondita ma informale, in una mattina di dicembre durante una passeggiata che dalla sede centrale dell’azienda lo porta nel cuore di Firenze, la città che da sempre ospitala sua azienda. Il mercato e le sue variazioni, i fenomeni più evidenti e quelli da prevedere, la maturazione e la crescita di un ambito che vede OCEM, ormai da decenni, recitare un ruolo di primissimo piano nel panorama mondiale. Con sfide da vincere e nuovi obiettivi da porsi per proseguire in un viaggio che porta il knowhow italiano in tutti i cinque continenti del globo.
Ingegnere, come può commentare il 2023 da un punto di vista di mercato?
E’ stato un anno importante per OCEM che ha finalmente visto tornare crescere il fatturato che era rimasto pressoché stabile dopo il COVID. Quello del 2023 è stato il miglior risultato degli ultimi 7 anni, un risultato di cui siamo indubbiamente fieri.
Quali aspetti hanno caratterizzato l’anno che si è appena chiuso?
Nel nostro mondo ci sono stati molti cambiamenti che riassumo in due fenomeni per me fondamentali: crollo dei prodotti a base resina per le note vicende legate alla salute, saturazione del mercato per i prodotti ceramici. Questi fattori, uniti ad altri, hanno dato una nuova vita al cemento e ai prodotti correlati tra cui le mattonelle e le lastre che si producono proprio con i nostri impianti.
Se dovesse fare una valutazione geografica invece quali sono le aree che mostrano maggiore vitalità?
Sicuramente Europa e Middle East ma anche Australia e Asia in generale. Comunque si nota un fermento generale a livello mondiale.
Da un punto di vista di prodotto invece, cosa avete notato: quali sono le richieste più frequenti e come è cambiata, se è cambiata, la domanda?
Senza dimenticare le produzioni standard, i trend sono senza alcun dubbio le Big Sizes, le mattonelle monostrato e poi shotblasting, brushing, coating sia per mattonelle che per pavers.
OCEM invece come si è mossa negli ultimi dodici mesi? Quali dinamiche di sviluppo sono state intraprese e che risultati hanno portato?
Abbiamo rafforzato la nostra struttura tecnica e abbiamo consolidato la vocazione impiantistica. OCEM ha definitivamente abbandonato le vesti del semplice produttore di presse per assumere sempre di più la leadership nello studio, realizzazione e installazione di impianti completi e chiavi in mano, personalizzati e dedicati alle crescenti esigenze tecniche della nostra clientela mondiale.
Parlando di futuro invece come vede il 2024 e il mercato nel futuro più immediato?
Con molto ottimismo. Ad oggi abbiamo già ordini per circa 6 Milioni di Euro, diversificati per area geografica e per prodotto.
OCEM come si prepara ad affrontare tali scenari?
Essenzialmente con tre attività: assunzione di personale nei ruoli e nei reparti chiave, sviluppo competenze interne ed estensione della rete commerciale. Con orgoglio posso dire che ogni anno riduciamo l’età media dei nostri dipendenti. Questo significa che l’azienda non è mai ferma, si rinnova.
Se dovesse indicarci tre frasi chiave intorno alle quali si giocherà la crescita dell’azienda, quali sarebbero?
Innanzitutto direi: dalla pressa all’impianto completo e personalizzato. Ciò significa maggiore impegno e know-how da parte del nostro team tecnico e diverse esigenze da parte del mercato. Poi direi calla mattonella alla grande lastra, come vero e proprio fenomeno di variazione della domanda e, correlato a questo, dalla mattonella al VAP (Value added Products). Infine la crescita della richiesta di servizi, ovvero Dal prodotto al progetto e soprattutto al servizio post-vendita e assistenza tecnica. Non a caso, da tempo, abbiamo investito su questo aspetto tanto che i clienti OCEM sanno ormai di poter contare su una continua assistenza sia commerciale che tecnica.